Mai sottovalutare i problemi della tiroide

Quando si parla di tiroide che funziona a singhiozzo, ci si riferisce sempre a questo malfunzionamento come “malattia del secolo”, ma in maniera imprecisa.

È vero infatti che i disturbi della tiroide sono aumentati, ma questo è avvenuto a cavallo fra l’ultima metà del secolo scorso e i primi anni di questo (quindi due secoli e non uno!), tra l’altro anche a causa del verificarsi di gravi incidenti con dispersione di sostanze radioattive. I problemi sulla salute, poi, non sono di un unico tipo, e anzi i sintomi sono molto diversi, e per qsigns-of-hypothyroiduesto non si può parlare soltanto di “malattia”, al singolare.

Rimane il fatto che una ghiandola molto poco considerata fino a pochi decenni fa, è ora una delle grandi indagate in caso di fastidi da piccoli a molto importanti e che, è bene sottolinearlo, non colpiscono solo la donna come si potrebbe pensare superficialmente, ma anche l’uomo.

L’ipotiroidismo

Si chiama così la condizione derivante da una tiroide “pigra”, che lavora poco, oppure è troppo piccola (succede anche questo!). I sintomi che ne derivano sono, fra gli altri:

stanchezza cronica, sensazione di freddo ricorrente, tendenza all’aumento di peso, tendenza alla depressione, perdita di capelli, intestino pigro, brachicardia (battito cardiaco rallentato) e pressione sanguigna bassa.

L’ipertiroidismo

La tiroide in questo caso lavora troppo, con un conseguente squilibrio che causa sintomi quali:

ansia e agitazione, disturbi dell’umore come eccessivo nervosismo, eccesso di sudorazione, insonnia, mestruazioni irregolari e vampate (nella donna), perdita di capelli e vampate (nell’uomo), ipertensione, tachicardia.

Davanti alla presenza di diversi di questi sintomi contemporaneamente, sarebbe bene effettuare delle analisi specifiche per la misurazione dei cosiddetti titoli tiroidei, ovvero dei livelli degli ormoni prodotti dalla tiroide. Il medico di base oppure l’endocrinologo intervengono, in caso di conferma ai loro sospetti, somministrando sostanze che riequilibrano il lavoro della ghiandola, sopprimendo o aggiungendo ormoni tiroidei. Inoltre possono indagare ulteriormente prescrivendo una ecografia specifica che possa mostrare l’eventuale presenza di noduli in quell’area: spesso sono i responsabili di questi squilibri.

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